Leopardi tra critica e variantistica

Leopardi tra critica e variantistica (Sangel, 2010) è un saggio critico-filologico in cui viene ridiscussa la tesi dell’esistenza di una minuta precedente il manoscritto A delle Operette Morali (conservato presso la Biblioteca Nazionale di Napoli) del 1824. Il saggio si compone di tre parti. Nella prima parte, attraverso una puntale analisi codicologica, viene avanzata l’ipotesi che le Operette non nascono come un macrotesto, ma come singoli testi (Leopardi li chiamava fascicoli ), che solo in un secondo momento  saranno dal recanatese collegati materialmente in un codice e definiti, Operette Morali. Nella seconda parte del saggio viene proposta una lettura sincronica dello Zibaldone e delle Operette Morali del 1824. Attraverso un confronto tra i due codici emerge una circolarità di scrittura ed  un continuo intersecarsi di tematiche tra i due testi. L’ultima parte del saggio è dedicata all’analisi linguistico-stilistica delle varianti e del materiale correttorio di Leopardi. Scrive a tale proposito V. Placella nella Premessa: «[…] ciascuna delle varianti diventa una tessera, un’occasione concreta per una finissima ricostruzione del sistema correttorio del Leopardi e finestra privilegiata per la ricostruzione della sua poetica e poesia».